I COLORI

Proprio come il leone storico della maglietta che trae la sua origine dallo stemma della nostra città, anche i colori rosso e blù hanno la stessa base di partenza ma per poter capire il loro significato intrinseco bisogna affrontare un piccolo viaggio nel tempo che ci riporta all’epoca dei primi feudatari della Basilicata. Per poter comprendere l’origine del nostro stemma e, di conseguenza, elaborare un logo storicamente plausibile e che rispettasse la tradizione della nostra città, sono stati presi in considerazione gli studi e gli scritti dello storico Antonino Tripepi, direttore dell’Archivio di Stato di Potenza autore del Libro “Curiosità storiche di Basilicata” dove viene affrontata l’origine del nostro stemma cittadino.

IL ROSSO

Secondo il Tripepi il colore rosso del nostro stemma trae la sua origine dallo scudo della famiglia Sanseverino, una delle più illustri Casate Storiche Italiane, la prima delle sette grandi case del Regno di Napoli.

Lo stemma dei Sanseverino era originariamente uno scudo con sfondo argento a cui successivamente si aggiunse una banda orizzontale rossa.

Il privilegio di utilizzare la banda rossa all’interno dello scudo di famiglia fu concessa ai nostri feudatari direttamente del re Carlo d’Angiò in seguito al valore dimostrato dalle truppe dei Sanseverino durante la celebre battaglia di Benevento combattuta il 26 Febbraio 1266 tra le truppe Guelfe di Carlo I d’Angiò e le truppe Ghibelline di Re Manfredi di Sicilia. 

Durante la battaglia la leggenda narra che Ruggero di Sanseverino, condottiero delle truppe Guelfe, per incitare i propri uomini a combattere, uccise un capitano nemico, gli strappò la camicia, la intrise nel suo stesso sangue e brandendo questo drappo scarlatto, spronò il proprio cavallo verso le truppe nemiche seguito dai propri uomini che, combattendo con indomito valore, ebbero la meglio sulle truppe del re siciliano Manfredi.

In seguito a questo episodio il Re concesse l’onore al casato dei Sanseverino di aggiungere sul proprio stemma il colore rosso che potesse perennemente ricordare ai posteri il glorioso episodio di cui era stato protagonista Ruggero.

IL BLU

Gli studi sullo stemma della nostra città portarono il Tripepi ad immaginare che il blu che fa da fondo al nostro scudo fosse ripreso direttamente da quello di un altro casato nobiliare italiano, quello dei Caracciolo nel cui emblema bandato di rosso e d’oro fa da capo il blu  pieno che rappresenta il colore del cielo. Quando si vuole indicare il colore chiaro del cielo in araldica si indica che uno scodo è in campo campo di cielo.

A causa della sua relazione con il cielo, l’azzurro simboleggia tutte le virtù più elevate e, tra quelle spirituali, devozione, fedeltà, castità, giustizia, santità. Per le qualità mondane simboleggia bellezza, nobiltà, fortezza, fermezza incorruttibile, vigilanza, vittoria, perseveranza, ricchezza, amore per la patria, buon augurio, fama gloriosa.

 

Se ne deduce che i colori che hanno dato origine al nostro stemma cittadino e, come naturale conseguenza, quello della nostra squadra del cuore, hanno origini arcaiche e dense di significati storici e simbolici, essendo il rosso ed il blu fra i colori araldici più antichi ed fra i più utilizzati tra le casate nobiliari italiane nel corso dei secoli per il forte simbolismo che li contraddistingue.